La Divinità triipostatica: un’unica Potenza, un’unica Essenza, un’unica Divinità

«Io effonderò il Mio Spirito sopra ogni carne.»
(Gioele 2,28)
Oggi la Santa Chiesa Ortodossa celebra la luminosa e vivificante festa della Santa Pentecoste. Cinquanta giorni dopo la Risurrezione di Cristo e dieci giorni dopo la Sua gloriosa Ascensione, si compie la promessa del Padre. Lo Spirito Santo discende sugli Apostoli sotto forma di lingue di fuoco, trasformando pescatori in teologi, uomini timorosi in impavidi predicatori e radunando le nazioni nell’unità della Chiesa.
Gli inni sacri della festa rivelano la profondità di questo mistero. Tra essi spicca il magnifico Doxastikon di Leone il Maestro, che proclama:
«Lo Spirito Santo era, è e sempre sarà; non ha né principio né fine, ma è eternamente annoverato e glorificato insieme con il Padre e con il Figlio.»
In queste poche parole la Chiesa confessa la divinità dello Spirito Santo. La Pentecoste non è semplicemente il ricordo di un evento miracoloso. Essa è la rivelazione della Terza Persona della Santissima Trinità. Lo Spirito che discese sugli Apostoli non è una potenza creata, né una semplice influenza divina, ma vero Dio, coeterno al Padre e al Figlio.
L’inno prosegue descrivendo lo Spirito come fonte di vita, luce, santità, sapienza e salvezza. Tutto ciò che appartiene alla vita cristiana proviene dall’azione dello Spirito Santo. Ogni santo è stato santificato da Lui. Ogni martire è stato fortificato da Lui. Ogni peccatore che si pente è stato illuminato da Lui. Ogni preghiera offerta da un cuore puro sale a Dio mediante la Sua grazia.
Questa stessa verità è proclamata nell’ultima profezia assegnata ai Vespri della Pentecoste, tratta dal profeta Gioele. Attraverso il profeta, secoli prima di Cristo, Dio dichiarò:
«Io effonderò del Mio Spirito sopra ogni carne; i vostri figli e le vostre figlie profeteranno.»
Questa profezia si riferisce direttamente alla Pentecoste. La grazia di Dio non sarebbe più stata riservata soltanto a pochi profeti, giudici o re, come nell’Antico Testamento. La venuta di Cristo apre la via affinché tutta l’umanità possa ricevere lo Spirito Santo. Uomini e donne, vecchi e giovani, schiavi e liberi, Giudei e Gentili: tutti sono chiamati a partecipare alla vita della grazia.
Lo stesso Apostolo Pietro lo spiega nel giorno della Pentecoste. Quando le folle si meravigliano nel sentire gli Apostoli parlare in molte lingue, Pietro si alza e dichiara che la profezia di Gioele si sta compiendo davanti ai loro occhi. Ciò che era stato promesso in figura è divenuto realtà.
Tuttavia la profezia di Gioele va ancora oltre. Essa parla non solo della Pentecoste, ma anche degli ultimi tempi e del giudizio finale. Il dono dello Spirito Santo si colloca tra la Prima e la Seconda Venuta di Cristo. L’età della Chiesa è l’età dello Spirito. Viviamo nel tempo in cui le porte del pentimento rimangono aperte, in cui la grazia è offerta liberamente e in cui tutti coloro che invocano il Nome del Signore possono essere salvati.
Per questo la Pentecoste è spesso chiamata il compleanno della Chiesa. A Babele l’umanità fu divisa dall’orgoglio e dalla confusione delle lingue. A Pentecoste le nazioni vengono unite dall’umiltà e dalla grazia divina. Le molte lingue rimangono, ma l’unica Fede unisce tutti i popoli in un solo Corpo di Cristo.
Per noi oggi la Pentecoste non è soltanto un ricordo storico. Lo stesso Spirito Santo discende sui fedeli attraverso i Sacri Misteri della Chiesa. Egli viene ricevuto nel Santo Battesimo e nella Santa Cresima. Santifica i Santi Doni sull’altare. Ci fortifica nelle tentazioni, ci consola nelle afflizioni, illumina la nostra mente e ci guida a tutta la verità.
La grande tragedia dell’uomo moderno non è l’ignoranza, la povertà o la debolezza, ma la separazione dallo Spirito vivificante. La grande vocazione del cristiano consiste nell’acquisire la grazia dello Spirito Santo mediante la preghiera, il pentimento, l’umiltà e la partecipazione alla vita sacramentale della Chiesa.
Mentre ci inginocchiamo durante le solenni preghiere della Pentecoste, chiediamo che la promessa annunciata attraverso Gioele si compia nuovamente in noi. Preghiamo affinché lo Spirito Santo purifichi i nostri cuori, guarisca le nostre divisioni, illumini le nostre menti e ci renda degni templi della Sua presenza.
Allora le parole della festa diventeranno la nostra stessa esperienza: lo Spirito che era, che è e che sempre sarà dimorerà in noi, guidandoci sul cammino verso il Regno dei Cieli.
Per le preghiere dei santi Apostoli, o Cristo nostro Dio, manda anche su di noi la grazia del Tuo Santissimo Spirito e salva le nostre anime. Amen.





